urbe furens, qualis coniecta cerva sagitta,
quam procul incautam nemora inter Cresia fixit
pastor agens telis liquitque volatile ferrum
nescius: illa fuga silvas saltusque peragrat
Dictaeos, haeret lateri letalis harundo."
Verg. Aen IV
Vv. 68-73
"Arde Didone infelice e vaga furiosa
per tutta la città, come una cerva trafitta da una freccia,
la quale, incauta, in mezzo ai boschi cretesi,
un pastore colpì da lontano, inseguendola con i dardi e le lasciò
il ferro alato, senza saperlo: ella nella fuga, attraversa i boschi e le balze dittèe,
ma la freccia letale le rimase infissa nel fianco. "
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